Riforma ADM Fase 2: Nuove Regole per le Scommesse Online in Italia

Il 13 novembre 2025 è una data che molti scommettitori italiani ricorderanno a lungo. È il giorno in cui la riforma del gioco a distanza progettata dal Decreto Legislativo 41/2024 è entrata pienamente in vigore. Il mercato delle scommesse online è cambiato dall’oggi al domani, con conseguenze che si stanno ancora dispiegando.

La riforma — comunemente chiamata Fase 2 delle concessioni ADM — ha riscritto le regole di base del settore. Nuove tasse, nuove regole su domini e skin, nuovo numero di operatori autorizzati, nuovi obblighi per la gestione del conto giocatore. Ogni utente che aveva un account su un sito di scommesse ADM ha vissuto qualche forma di transizione fra ottobre e dicembre 2025.

Per chi scommette su F1 e altri sport, il cambio è stato in parte invisibile e in parte molto evidente. Invisibile per chi giocava su grandi operatori già consolidati, che hanno semplicemente continuato a operare con qualche aggiornamento di interfaccia. Evidente per chi aveva conti su skin minori, costrette a chiudere o a migrare verso operatori principali.

Sabrina Molinaro, in un commento ai dati ESPAD su minori e gioco, ha colto bene il paradosso della riforma: “Nel 2023 hanno giocato d’azzardo 270.000 studenti di cui 150.000 sono minorenni e solo al 28% di loro è stato impedito di giocare in quanto minorenni, per esempio dai gestori dei bar o delle sale slot. I giocatori a rischio e quelli con un profilo problematico praticano in misura tripla il gioco d’azzardo online, rispetto ai giocatori non a rischio.” La riforma vuole correggere queste asimmetrie, ma i risultati saranno visibili solo nei prossimi anni.

I numeri della Fase 2: 46 operatori e 52 concessioni

L’aggiudicazione delle nuove concessioni è avvenuta il 17 settembre 2025 con determina ADM. Il risultato è stato 46 operatori ammessi e 52 concessioni assegnate. Alcuni operatori hanno ottenuto più di una concessione, all’interno dei limiti imposti dal bando.

Il numero è significativo. La Fase 1, attiva fino al 2025, contava una platea di operatori molto più ampia, in parte ereditata da bandi precedenti, prorogata in attesa della riforma. La transizione ha ridotto sensibilmente il numero di soggetti regolarmente autorizzati, accelerando una concentrazione del mercato già in corso da anni.

I criteri di assegnazione delle nuove concessioni includevano requisiti tecnici, finanziari e di compliance regolatoria. Una concessione costa 7 milioni di euro per nove anni di durata, suddivisi in 4 milioni all’aggiudicazione e 3 milioni all’avvio del servizio. La barriera all’ingresso è alta, e questo spiega perché molti piccoli operatori della Fase 1 non hanno partecipato al bando o non hanno superato i criteri di selezione.

Fra i 46 operatori aggiudicatari si trovano i principali gruppi internazionali del settore: Lottomatica, SNAI, Sisal, Betsson, Bet365, Flutter, Entain, William Hill, Pokerstars, oltre a nomi italiani storici e a operatori meno noti al grande pubblico. Le 52 concessioni si distribuiscono in modo non uniforme, con alcuni gruppi che ne controllano più di una.

Il valore totale incassato dallo Stato per le aggiudicazioni della Fase 2 supera i 360 milioni di euro nella sola componente fissa iniziale. Una somma rilevante che sottolinea quanto la riforma sia stata anche un’operazione di razionalizzazione fiscale, oltre che di riordino regolatorio.

Una concessione, un solo dominio: 350 skin chiuse

La regola più impattante della Fase 2 è quella nota come “una concessione = un solo dominio”. Significa che ogni concessione ADM dà diritto a un solo sito web di gioco. Fine delle skin, ovvero dei marchi secondari che condividevano la stessa concessione del marchio principale.

Nella Fase 1, una singola concessione poteva ospitare decine di marchi diversi sotto lo stesso ombrello tecnico. Questo aveva creato un mercato frammentato con apparente concorrenza ma con concentrazione tecnologica nelle mani di pochi gruppi. Un utente poteva pensare di giocare su un sito “indipendente”, mentre in realtà era ospitato sull’infrastruttura di un grande operatore.

Il risultato concreto della nuova regola è stato la chiusura di circa 350 skin dal 13 novembre 2025. La cifra è impressionante e racconta l’estensione del fenomeno nella Fase 1. Per molti utenti, il sito su cui giocavano da anni è semplicemente sparito, sostituito da un reindirizzamento al dominio principale del gruppo concessionario.

Per gli operatori, la chiusura delle skin ha richiesto un’operazione di migrazione complessa. Conti giocatore, saldi, storici delle scommesse, programmi VIP, bonus non ancora scaduti — tutto è dovuto essere trasferito al dominio unico autorizzato. La procedura ha richiesto comunicazioni multiple agli utenti, accettazione esplicita di nuovi termini di servizio, in alcuni casi ripetizione di procedure KYC.

Per i piccoli operatori indipendenti che gestivano le skin come business autonomo — pur ospitati tecnicamente da concessionari maggiori — la fine è stata drastica. Molti brand storici del betting italiano sono scomparsi del tutto, lasciando un mercato più ordinato ma anche meno diversificato.

Il nuovo gettito: 24,5% GGR e canone 3% NGR

La struttura fiscale delle nuove concessioni è il secondo grande cambiamento della Fase 2. Le scommesse sportive online sono tassate al 24,5% sul GGR — il margine lordo del bookmaker. Casino e skill games al 25,5% sul GGR. Esiste anche un canone annuo del 3% sull’NGR, ovvero il margine netto dopo le imposte sul GGR.

La novità rispetto alla Fase 1 è il modello fiscale. Prima, parte dell’imposizione era calcolata sul giocato totale, distorcendo il comportamento dei bookmaker che riducevano i payout per limitare la base imponibile. Il nuovo sistema, basato esclusivamente sul margine effettivo, permette agli operatori di offrire quote più competitive senza penalizzazioni fiscali. È una delle ragioni del payout medio online attorno al 94,4%.

Il canone del 3% sull’NGR è una tassa aggiuntiva pensata per garantire un gettito minimo allo Stato anche in casi in cui il margine bookmaker fosse molto compresso dalla concorrenza. È una sorta di soglia minima fiscale, particolarmente rilevante per operatori che spingono i payout vicino ai limiti competitivi.

Un altro obbligo introdotto dalle nuove concessioni riguarda gli investimenti in gioco responsabile. Gli operatori devono destinare almeno lo 0,2% dei ricavi a iniziative di prevenzione e supporto. Su 2 miliardi di mercato scommesse sportive online italiano, parliamo di almeno 4 milioni di euro l’anno destinati a campagne di sensibilizzazione, programmi di trattamento, finanziamento delle linee di aiuto.

Il modello fiscale italiano dopo la Fase 2 è considerato uno dei più equilibrati in Europa. Sufficientemente alto da generare gettito significativo per lo Stato, abbastanza moderato da non spingere gli operatori verso il mercato illegale o gli utenti verso siti esteri non regolamentati.

Cosa significa per l’utente finale

Per chi scommette regolarmente, le conseguenze pratiche della Fase 2 sono molteplici. Cerco di sintetizzarle in cinque punti operativi.

Primo, la verifica della legittimità del bookmaker. Prima della Fase 2, capire se un sito fosse “vero” concessionario ADM o una skin nascosta era spesso difficile. Sotto il nuovo regime è semplice: ogni dominio autorizzato deve esporre in modo evidente la propria concessione ADM e il numero corrispondente. Se non c’è il riferimento, è un sito non regolamentare e va evitato.

Secondo, la migrazione dei conti. Chi aveva un account su una skin chiusa ha ricevuto comunicazioni di trasferimento al dominio unico nei mesi di settembre-novembre 2025. Il saldo, i bonus attivi e lo storico sono stati trasferiti automaticamente nella maggior parte dei casi. Per chi non ha completato la migrazione attiva entro le scadenze previste, alcuni operatori hanno applicato procedure di blocco temporaneo del saldo.

Terzo, la qualità dell’offerta. Con meno operatori in competizione, le quote potrebbero sembrare strutturalmente più ridotte. In pratica, il payout medio è rimasto stabile attorno al 94,4% perché i grandi gruppi continuano a competere fra loro. Sui mercati di nicchia, però, la varietà di proposte è leggermente diminuita.

Quarto, gli strumenti di gioco responsabile. Tutti i concessionari sono ora obbligati a integrare strumenti più avanzati: limiti di deposito personalizzati, autoesclusione facilitata, monitoraggio del comportamento di gioco con alert automatici per pattern problematici. Per chi vuole gestire in modo strutturato il proprio bankroll, questi strumenti sono utilizzabili gratuitamente nelle aree riservate dei conti.

Quinto, la migrazione di mercato verso operatori dominanti. La concentrazione post-Fase 2 ha consolidato la posizione dei due maggiori gruppi italiani: Lottomatica e SNAI insieme controllano oltre il 75% del mercato online italiano. Capire come si distribuisce questa quota e le conseguenze sulla qualità dell’offerta è il passo successivo, come approfondisco nell’analisi sulle skin chiuse dopo la Fase 2 e dove va a finire il conto giocatore.

Quante concessioni ADM sono state aggiudicate nella Fase 2?

Sono state assegnate 52 concessioni a 46 operatori, con alcuni gruppi che ne controllano più di una. Il costo unitario della concessione è 7 milioni di euro per nove anni di durata.

Cosa succede al mio account se il bookmaker era una skin chiusa?

Il conto, il saldo e lo storico vengono migrati automaticamente al dominio unico del gruppo concessionario. Possono essere richieste conferme di nuovi termini di servizio o ripetizione delle procedure KYC.

Quanto pagano allo Stato i nuovi concessionari?

Il 24,5% del GGR sulle scommesse sportive, il 25,5% su casino e skill games, più un canone annuo del 3% sull"NGR. Devono inoltre destinare almeno lo 0,2% dei ricavi a iniziative di gioco responsabile.